Il colonnello Cassese ha parlato del delitto di Garlasco e degli errori commessi in fase di indagine. Le parole anche su Andrea Sempio.
“Il caso è chiuso” secondo l’avvocato Gallo, legale di Massimo Lovati. Stiamo parlando del delitto di Garlasco e delle indagini che riguardano Alberto Stasi e Andrea Sempio. A proposito di quest’ultimo ha detto la sua anche il colonnello Cassese, comandante dei carabinieri che coordinò a suo tempo le vecchie indagini.

Delitto di Garlasco: Cassese e l’impronta 33
Intervenuto ai microfoni di TgCom24, Gennaro Cassese, comandante che si occupò delle indagini sul delitto di Garlasco e l’omicidio Chiara Poggi ha spiegato: “Se nel 2007 avessimo avuto la traccia 33 avremmo fatto altri accertamenti su Andrea Sempio“. E ancora: “Al tempo valutammo l’ipotesi che potessero esserci altre persone, ma poi né le evidenze scientifiche né altre piste ci portarono in questa direzione”.
La posizione su Alberto Stasi e l’ipotesi revisione
A precisa domanda su quale potrebbe essere il futuro di Alberto Stasi nell’ipotetica strada di una revisione: “Spero si decida in fretta: fugare ogni dubbio serve per riportare serenità “. In merito ad eventuali sensi di colpa se si dovesse appunto arrivare ad una verità diversa da quella stabilita in passato: “No, vivrei tutto con serenità . Noi abbiamo fatto quello che potevamo con le tecniche scientifiche del tempo. Se oggi emergeranno altri elementi utili a ricostruire quello che è accaduto, ben venga”.
Sulle indagini effettuate, Cassese ha poi aggiunto: “Ho ammesso che ci sono stati degli errori? Gli errori dell’Arma ci sono stati. Non aver sequestrato la bicicletta di Alberto Stasi e non aver controllato se l’allarme fosse attivato o disattivato nell’officina degli Stasi”.
Sulla presenza di più persone sulla scena del crimine: “Non l’ho mai escluso. È un’ipotesi che abbiamo considerato: se Stasi non aveva le scarpe sporche ma sapeva descrivere il corpo di Chiara, allora poteva esserci qualcuno con lui. Però poi dalle analisi scientifiche non emerse nulla e, anche dalle indagini tradizionali, nulla ci portò a sostenere questa pista”.